Una passeggiata per Cori
Come coniugare il desiderio di un arricchimento culturale, la curiosità, il piacere di un panorama insolito e una dolce passeggiata in un ambiente tra i più belli del Lazio?
Semplice, sta tutto in un’escursione a Cori, interessante centro medievale ricco di antiche vestigia, meravigliosamente adagiato a piramide lungo le prime pendici dei Monti Lepini e tutto circondato da ridenti uliveti. Un sito ricco di storia. Il mito vuole che a fondarla sia stato il troiano Dardano e che Coras di Argo l’abbia ricostruita.
Quel che è certo è che il piccolo borgo fu colonia latina in territorio volsco e ottenne la cittadinanza romana dopo la guerra sociale. Venne saccheggiata dal Barbarossa, partecipò alle lotte contro i Comuni e dal 1400 passò sotto il dominio della Chiesa. Le strette viuzze, alcune delle quali coperte, gli archi di scarico, e le scale esterne, danno l’immagine di una caratteristica cittadella medievale. Segnaliamo la cinquecentesca chiesa di S.Francesco, decorata con stucchi barocchi, l’oratorio dell’Annunziata sulla cui facciata è murato il più antico stemma di Cori. Addentrandoci poi nel borgo antico troviamo la Collegiata o S.Maria della Pietà che erroneamente si dice poggi le fondamenta sull’antico Foro e Tempio della Fortuna. Pregevoli all’interno il candelabro del cero pasquale e la tela di D.A. Fiorentini raffigurante il miracolo del Beato Tommaso da Cori.
Tra le case medievali scorgiamo mura poligonali, lunghi tratti di mura romane, la Via del Porticato interamente coperta, e il pittoresco Ponte della Catena, opera romana realizzata all’epoca della Repubblica.
Nei pressi dopo una sessantina di metri di splendide mura poligonali a grossi blocchi troviamo la Piazza Montagna da cui si ammira un panorama incredibile sulla pianura pontina.
La vista mozzafiato si arricchisce dalla presenza del mare che fornisce, sullo sfondo, una cornice unica ed incomparabile. Del Tempio di Castore e Polluce, ricostruito dopo l’89 a.c., rimangono due colonne corinzie (alte dieci metri, diametro 92 cm) che da sole lasciano immaginare la maestosità del monumento nel suo complesso.
Proseguendo la salita, altro splendido gioiello è il cosiddetto Tempio di Ercole innalzato nel I sec. A.C., costruito in travertino con tracce di rivestimento di stucco, prospiciente la sottostante pianura. Affascinati da questa vista, non resta che percorrere una buona mulattiera a mezza costa sul monte Arrestino (m.853) che si erge sulla pianura: si ha la sensazione di essere su un gigantesco balcone naturale sulla Pianura Pontina. Gradualmente verso sudest si giunge alle rovine di Norba e a Norma.
Provare per credere.



