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La Rivista



10 Giu 2009

L'Appia antica continua a stupire

Onore e gloria per Monte San Biagio grazie alla competenza ed alla tenacia di due giovani archeologi del posto, i fratelli Alessandro e Barbara De Bonis, rispettivamente 28 e 31 anni, autori di un ritrovamento che rimescola in qualche modo le carte della antica rete viaria romana nel Sud Pontino.

 

L’Appia antica riemerge dalle pieghe del tempo e nuovo «tesoro» per Monte San Biagio: la scoperta riguarda un tratto della storica via conservato sotto l'arco del monumento di Torre Portella. Per molto tempo si erano avuti notevoli problemi nell'identificazione del vecchio tracciato dell'Appia nell'area compresa tra Fondi e Terracina, tanto che Monte San Biagio, pur avendo ricoperto un ruolo importante nello scenario politico dell'antichità, sembrava essere stato addirittura cancellato dalle mappe che riproducevano l'antico assetto viario.

 

Ma la scoperta di questo tratto di basolato antico, su cui sono ancora visibili le tracce carraie e alcuni segni di restauri praticati nel tempo, fa capire che, almeno parzialmente, il percorso dell'Appia antica era spostato rispetto al tracciato attuale che passa, invece, nel luogo in cui era originariamente il muro che chiudeva il confine alla 'terra di nessuno', ancora visibile nel suo prolungamento verso Est.

 

Il ritrovamento dell'antica via, usata anche dai pellegrini per raggiungere Brindisi ed imbarcarsi alla volta di Gerusalemme, e la cui importanza è ulteriormente attestata dal rinvenimento di tre cippi miliari ordinati da Nerva Traiano, apre nuove prospettive sulla possibilità di ricostruire l'originario tracciato e sulla valorizzazione, oltre che dell'Appia antica, anche dei monumenti affiancati, tra i quali si ricorda la chiesa detta di Canterbury, posta a pochi metri dalla stessa Portella.

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