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Situate di fronte al Golfo di Gaeta, Ventotene e S. Stefano fanno parte dell'arcipelago Ponziano o Pontino insieme a Ponza, Palmarola, Zannone e Gavi. Ventotene con un'estensione di 124 ha è una delle più caratteristiche isole minori del Tirreno. L'isola con un perimetro costiero di circa 7 chilometri si presenta con coste relativamente basse nella parte nord - orientale dove si trovano tranquille spiaggette, mentre scogliere e falesie predominano nella parte sud - occidentale. Anticamente l'isola era chiamata "Pandateria" o "Panaria" ossia " colei che offre tutto" mentre il nome attuale appare connesso ai venti qui particolarmente temibili.
Come Ponza anche Ventotene divenne con la lex Julia - 12 d. C.- luogo di "dorato esilio" per molti personaggi delle famiglie imperiali. Giulia, figlia di Augusto fu tra le prime fruitrici della speciale legge paterna. Relegata a Ventotene per la sua disordinata vita vi ebbe, in prossimità di Punta Eolo, una grandiosa villa di cui restano pochi resti dopo i saccheggiamenti settecenteschi e le distruzioni dei venti e dei mari. Le cose salvate sono custodite nel Museo Archeologico, ricco di frammenti di affreschi della villa e di relitti di navi romane provenienti da recuperi subacquei. Il dramma della bella Giulia non rimase isolato; a beneficiarne per così dire della legge fu anche l'infedele consorte di Germanico, Agrippina, e la ventenne Ottavia, sterile moglie di Nerone. La presenza dei Romani non è però legata solo a questi tristi episodi: il porto è opera loro come le piscine per l'allevamento delle murene, sotto il faro nei pressi dell'antico porto romano.

La vocazione di isole - prigione venne sfruttata poi dal re di Napoli Ferdinando IV di Borbone che nel 1795 fece costruire sull'isolotto di S. Stefano distante poco più di un miglio marino da Ventotene, un edificio adibito ad ergastolo di Stato. L'ergastolo, a forma di ferro di cavallo, progettato dagli architetti Francesco Carpi e Antonio Winspeare ha ospitato nei vari anni illustri prigionieri, colpevoli di aver pensato in modo diverso da chi dominava: irredentisti come Luigi Settembrini, anarchici come Gaetano Bresci, uccisore di re Umberto I, antifascisti come Sandro Pertini. Nel 1987 il complesso del penitenziario è stato sottoposto a vincoli storico - artistici dal Ministero dei Beni culturali e ambientali. Un cenno particolare merita il ruolo ricoperto dalle Isole durante il periodo fascista. Proprio sull'isola di Ventotene, luogo di confino degli oppositori del regime fascista, nacque tra 1941 e il 1942 il Manifesto per un Europa libera e unita, oggi noto come "Manifesto di Ventotene".


Oggi Ventotene, non più luogo di ergastolo e di confino è stata restituita alla sua naturale vocazione di isola - oasi di sole e di mare. Luogo di vacanza e paradiso dei sub è un isolotto dal fascino particolare dove la natura è ancora salva, e per tutelare uno degli ambienti acquei e subacquei più straordinari d'Italia, nel 1997 il Comune di Ventotene ha istituito l'Area Naturale Marina Protetta delle Isole di Ventotene e di S. Stefano. Mare, sole e natura fanno di quest'isola un'oasi fuori dal tempo.