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Cenni storici
A sud del promontorio del Circeo si trovano quattro delle sei isole che costituiscono l'arcipelago pontino: Ponza - comune -, Zannone, Palmarola e Gavi. Le altre due, Ventotene e l'isolotto di S. Stefano si trovano di fronte al Golfo di Gaeta, a metà strada tra Ponza ed Ischia. A circa 6 miglia a sud-est di Ponza si erge solitario dal mare lo scoglio della Botte.
Ponza la più grande dell'arcipelago con i suoi 2.847 ettari ha origine vulcanica: la sua morfologia è perciò caratterizzata da baie, grotte, faraglioni che si susseguono senza interruzione per tutti i 41 chilometri del suo perimetro formando un paesaggio emerso incantevole, che ha una corrispondenza speculare nel paesaggio sottomarino.
L'arcipelago che dista in media venti miglia dalla riviera laziale fu abitato già nel periodo neolitico. Colonizzato dagli Aurunci che costruirono in Ponza una cittadella fortificata di cui sopravvivono alcuni tratti di mura ciclopiche, venne in seguito frequentato dai Fenici e dai Greci. Tracce di una necropoli greca sarebbero state individuate sulla collina dei Guarini, che sovrasta lo strapiombo di Chiaia di Luna. La comodità di una sosta in mezzo al Tirreno non sfuggì nemmeno ai Romani e a Ponza essi hanno lasciato una chiara dimostrazione della loro intelligenza tecnica: l'isola, povera d'acqua, si arricchì all'epoca di ben quattro acquedotti che raccoglievano attraverso cunicoli scavati nella roccia l'acqua piovana fino a enormi cisterne, di cui si ricordano alcuni nomi: la Grotta di Dragonara, quella dei Serpenti il Bano Vecchio e della Madonna.
Ma, forse a parte gli acquedotti, l'esempio più significativo dell'età romana a Ponza è costituito dal complesso di grotte scavate nella roccia sul lato orientale dell'isola, note con il nome di grotte di Pilato. Malgrado la posizione e le bellezze naturali però Ponza e Ventotene divennero con i Romani luoghi di esilio e di confino naturale. Numerosi personaggi, maschili e femminili, trascorsero qui lunghi anni di solitaria e forzata residenza. A cercarvi rifugio, sicurezza e quiete furono anche i religiosi : i Santi Anastasia, Montano, Domitilla vi morirono per non rinnegare la fede. Verso la metà del XVI secolo l'isola divenne proprietà dei Farnese, per poi passare nel secolo successivo ai Borboni.
A Ponza sbarcò il 27 giugno 1857 Carlo Pisacane, per raccogliere adesioni alla sua spedizione, conclusasi sfortunatamente qualche giorno dopo a Sapri. La funzione di confino politico oppresse Ponza anche nel periodo fascista, ospitando per un breve periodo di undici giorni anche Benito Mussolini, dopo la deposizione del 25 luglio 1943.



