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Fondi, posta al vertice di una ubertosa pianura - la piana di Fondi - è circoscritta su tre lati dai monti Ausoni e dalle propaggini degli Aurunci, e a sud dalla costa tirrenica. Chi si compiace delle favole ritiene che la città sia stata edificata da Ercole, una cinquantina di anni prima della guerra di Troia, nel luogo in cui punì il gigante Caco, reo di avergli sottratto i sacri buoi.
Città di antica fondazione appartenne agi Ausoni e poi ai Romani. Ed è in epoca romana che Fondi conobbe le maggiori fortune urbanistiche e amministrative, malgrado i duri scontri con Roma. Si ricorda, in proposito la ribellione di un suo cittadino Vitruvio Vacca che nel 329 a. C. a capo dei Volsci attaccò "la capitale", tenendo in sacco i romani per un anno e distruggendo le città alleate di Sezze, Norba e Cori. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente la città appartenne alla Chiesa, fino a quando nell'882 papa Giovanni VIII la concesse ai duchi di Gaeta in cambio del loro impegno a combattere i Saraceni in difesa della Campagna romana. Dopo aver patito terribili scorrerie saracene Fondi rinacque sotto la famiglia dei dell'Aquila prima e dei Caetani, poi. Sotto la signoria dei Caetani - 1299 - 1504 - la città raggiunse il massimo splendore: venne ricostruita la chiesa di S. Maria Assunta, quella di S. Francesco extra moenia, diversi edifici vennero arricchiti con sculture, ornamenti e dipinti. Ma ai Caetani è legato anche lo Scisma d'Occidente e Fondi nel XIV sec. divenne, a detta di Urbano VI, "la città di Satana" in quanto il suo palazzo fu sede del conclave che portò all'elezione dell'antipapa Clemente VII (al secolo Roberto di Ginevra). Il 20 settembre 1379 Onorato I Caetani incoronò Clemente VII nella chiesa di S. Pietro, dove si conserva ancora oggi il seggio papale.

Nel 1504 il ducato di Fondi passò prima ai Colonna e subito dopo ai Gonzaga - famosa la splendida corte di Giulia Gonzaga - e ai Carafa di Stigliano. Oltre che bella, l'Ariosto la immortalò nei versi del Furioso, Giulia Gonzaga viene ricordata come una donna colta e amante della musica. Ella fece fiorire a Fondi un vero cenacolo di cultura, attirando nella sua corte gli uomini più in vista del tempo; si disse, anzi, che era riuscita a fare della sua corte una piccola Atene. E proprio la fama della sua bellezza indusse il corsaro tunisino Kai-ed-Din detto il Barbarossa a progettare il rapimento della nobile donna per offrirla in dono al sultano Solimano. Sbarcati a Sperlonga l'otto agosto del 1543 i turchi si precipitarono a Fondi, ma avvertita in tempo, la contessa riuscì a porsi in salvo con una romanzesca fuga verso vicini e meno accessibili paesi. Umiliato per l'esito della sua impresa Keir-ed-Din scatenò la sua ira ponendo la città a ferro e fuoco. Dopo i Carafa, Fondi passò in mano austriaca, ai Mansfeld, che la vendettero ai Di Sangro, i quali si segnalarono per la totale indifferenza verso i problemi della città, della malaria, della palude e del brigantaggio che imperò per quasi tutto l'Ottocento in queste zone. Questi avvenimenti hanno fatto sì che la città sia rimasta chiusa entro le mura fino ai primi di questo secolo, costituendo in tal modo, uno dei pochi esempi di "castra romani"ancora intatti.
Ma Fondi non è solo una città "antica e interna": ha il suo lido a pochi Km dal nucleo storico, dove hanno sede numerosi campeggi e alberghi. La città ha un altro punto di vantaggio: l'abbondanza di acque carsiche scorrenti dagli Ausoni, che se nel passato ha generato problemi, a causa dell'impantanamento di alcune aree oggi bonificate, adesso sono fonte di ricchezza.