Percorrendo la S.S. Flacca in direzione sud, dopo Sperlonga si snoda, in un paesaggio incantevole, uno dei più bei tratti della costa laziale; tra una galleria e l’altra all’occhio dei viaggiatori appaiono sempre delle piccole insenature di sabbia fine, arricchite da grotte e molto spesso da torri, costruite nei secoli scorsi a difesa delle frequenti incursioni corsare o nemiche, come Torre Capovento, Scissura, e quella cilindrica Viola. Superato il Km. 130, a destra si scende per una bellissima strada panoramica a Serapo, splendida spiaggia di Gaeta chiusa tra il promontorio di Punta della Trinità di Monte Orlando e una punta rocciosa prolungata in mare dallo scoglio chiamato ‘La Nave’ (la leggenda vuole in antichità la presenza di un tempio dedicato al dio Egizio Serapide raffigurante il sole).
La città di Gaeta, collocata su un promontorio e quasi interamente circondata dal mare dichiarato ‘Oasi Blu’, gestito per scopi scientifici e didattici dal WWF in simbiosi con il ‘Parco regionale urbano di Monte Orlando’, deve il suo nome, a seconda della leggenda a Caieta, nutrice di Enea, Eeta, padre di Medea o alla parola greca Kaiètas (caverna, fenditura, spaccatura) in riferimento agli aspetti fisici della costa.
La cittadina, porto e sobborgo di Formia al tempo dei Romani, si rese indipendente intorno all’anno 800, e successivamente, anche per l’invidiabile posizione strategica, subì oltre 14 assedi e innumerevoli dominazioni.
Nel suggestivo quartiere medievale della vecchia Gaeta è racchiusa storia della città: qui troviamo il Duomo, considerato il monumento più pregevole della città e di cui quest’anno si celebrano i 900 anni della sua consacrazione, sormontato da un magnifico campanile alto m. 57 in stile moresco; la chiesa della “SS. Annunziata” risalente al 1320 e rifatta nel ‘600, che conserva la cosiddetta “Grotta d’Oro” o Cappella dell’Immacolata, ricchissimo ambiente rinascimentale nel quale Pio IX meditò il dogma dell’Immacolata Concezione; il Castello, esistente già dall’VIII secolo e costituito da due edifici quadrilateri a differente livello, difeso da torri. Irrinunciabile poi, sia per la splendida posizione che domina Serapo, che per lo scenario marino, è la visita al complesso del Santuario della SS. Trinità o della Montagna Spaccata. Pure affascinante e degna di nota la salita alla vetta del Monte Orlando con la grandiosa tomba di Lucio Munazio Planco, valoroso generale al tempo di Giulio Cesare, il cui interno consta di un corridoio centrale nel quale si aprono 4 celle funerarie, con una vista panoramica sull’intero golfo.
Da non perdere una sosta nei numerosi ristoranti della cittadina, dove è presente una attiva Associazione di Cultura gastronomica, denominata Gaetatavola, che si è data l’obiettivo di ottenere il riconoscimento di “Denominazione Comunale di Origine” per i seguenti piatti e prodotti tipici: olive di Gaeta, tiella, caniscione, pizza bianca, salsiccia al vino bianco e coriandolo, latina (gelatina di maiale), alici salate, puntarella (cicoria), spagnoletta (pomodori), sciuscella e mostacciolo oltre a valorizzare i pesci del golfo.



